Un sorriso. E sostenere uno sguardo che ti guarda e che non sai cosa voglia dire, ma sai quale storia cela, custodisce e racconta. E sapere che quella storia parla di te. Che in quello sguardo ci sei tu.
Bellissimo!
sabato 29 novembre 2008
mercoledì 12 novembre 2008
Scrivere: leggere?
Vago tra i blog e mi chiedo: ma quanti di noi leggono libri?
Tutti pretendiamo di scrivere, ma leggiamo? O siamo come quei tanti "scrittori", che in realtà sono ambigui personaggi dello spettacolo (che tristezza) che fingono di scrivere libri, facendoseli correggere da poveracci che l'italiano lo conoscono veramente.
Non potete immaginare (e mi renderò antipatica) quanto mi faccia arrabbiare leggere "un pò", al posto di "un po'"; "stò", invece di "sto"; "da" per "dà" e "dà" per "da'".
Scrivere bene non vuol dire solo conoscere i congiuntivi o essere creativi, ma amare la propria lingua, aggiornarsi, porsi delle domande, avere dei dubbi.
Chiedersi se in una parola c'è o meno la "i"!
Solo gli imbecilli non hanno mai dubbi, diceva Russell. Ma Russell con due elle o una sola?
Per essere costruttiva e non solo distruttiva, vi propongo di scrivere gli ultimi libri che avete letto, diciamo due titoli, con una breve indicazione di lettura. Così potremmo darci qualche consiglio!
I miei ultimi due:
La vampa d'agosto, Andrea Camilleri: il mio primo Camilleri. Divertente e amaro. Un giallo appassionante. Leggetelo! Risate garantite.
Le affinità elettive, Johann W. von Goethe: ho impiegato un anno a terminarlo, a quel punto (ero sul treno) l'ho scaraventato con rabbia contro il finestrino. Odioso. (Difatti Camilleri l'ho letto subito dopo per riprendermi!)
Accetto critiche!
Bye bye
Tutti pretendiamo di scrivere, ma leggiamo? O siamo come quei tanti "scrittori", che in realtà sono ambigui personaggi dello spettacolo (che tristezza) che fingono di scrivere libri, facendoseli correggere da poveracci che l'italiano lo conoscono veramente.
Non potete immaginare (e mi renderò antipatica) quanto mi faccia arrabbiare leggere "un pò", al posto di "un po'"; "stò", invece di "sto"; "da" per "dà" e "dà" per "da'".
Scrivere bene non vuol dire solo conoscere i congiuntivi o essere creativi, ma amare la propria lingua, aggiornarsi, porsi delle domande, avere dei dubbi.
Chiedersi se in una parola c'è o meno la "i"!
Solo gli imbecilli non hanno mai dubbi, diceva Russell. Ma Russell con due elle o una sola?
Per essere costruttiva e non solo distruttiva, vi propongo di scrivere gli ultimi libri che avete letto, diciamo due titoli, con una breve indicazione di lettura. Così potremmo darci qualche consiglio!
I miei ultimi due:
La vampa d'agosto, Andrea Camilleri: il mio primo Camilleri. Divertente e amaro. Un giallo appassionante. Leggetelo! Risate garantite.
Le affinità elettive, Johann W. von Goethe: ho impiegato un anno a terminarlo, a quel punto (ero sul treno) l'ho scaraventato con rabbia contro il finestrino. Odioso. (Difatti Camilleri l'ho letto subito dopo per riprendermi!)
Accetto critiche!
Bye bye
Decreto anti-blog: camm'a fa' ?
Cari tutti,
non ho mai parlato di partiti sul mio blog, né citato politici. Non è questo lo scopo del mio blog, sebbene il senso civico io l'abbia. Sebbene abbia il senso della comunità (non studierei Teatro sociale e di comunità, altrimenti! Che è anche il mio piccolo modo per provare a cambiare il mondo dal "di dentro").
Ma vorrei postare un link dal blog di Antonio di Pietro.
Questo perché il governo sta cercando di farci passare tutti per operatori di comunicazione, farci iscrivere ad un registro e conseguentemente censurare ciò che diciamo.
Per avere maggiori informazioni, andate sul sito di Di Pietro in cui sono riportati passi del decreto in questione.
Poi, se ognuno pubblicasse questa notizia, forse riusciremmo ad attivarci, perché credo che ci teniamo tutti alla nostra libertà di pensiero, di espressione, di parola.
Grazie.
non ho mai parlato di partiti sul mio blog, né citato politici. Non è questo lo scopo del mio blog, sebbene il senso civico io l'abbia. Sebbene abbia il senso della comunità (non studierei Teatro sociale e di comunità, altrimenti! Che è anche il mio piccolo modo per provare a cambiare il mondo dal "di dentro").
Ma vorrei postare un link dal blog di Antonio di Pietro.
"No all'ammazza blog" di Antonio Di Pietro | 10 Novembre 2008
Tieniti aggiornato: www.antoniodipietro.it
Tieniti aggiornato: www.antoniodipietro.it
Questo perché il governo sta cercando di farci passare tutti per operatori di comunicazione, farci iscrivere ad un registro e conseguentemente censurare ciò che diciamo.
Per avere maggiori informazioni, andate sul sito di Di Pietro in cui sono riportati passi del decreto in questione.
Poi, se ognuno pubblicasse questa notizia, forse riusciremmo ad attivarci, perché credo che ci teniamo tutti alla nostra libertà di pensiero, di espressione, di parola.
Grazie.
martedì 11 novembre 2008
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