venerdì 7 febbraio 2014

Una serie di prevedibili lavori: baby-sitter

Nel 2006,
quando a Ottobre mi trasferii a Torino, l'elegante Torino, la bella Torino, la nobile Torino, mi aspettavo soddisfazioni in ogni campo: lavoro, amore, soldi, e tutte le altre sciocchezze che millantano gli oroscopi (di cui, vi rassicuro, non sono assolutamente seguace). Grandi aspettative soprattutto sul trovare un lavoro.
Perché?
Perché ero giovane e credulona.
Perché ero fresca di laurea e di scuola di teatro.
Perché l'amore è cieco..e a volte ti acceca un po'!
Perché non avevo ancora capito che il mondo appartiene a categorie non protette di cui non faccio parte (ruffiani, leccac*o, ricchi per nascita,..). Ok, quest'ultimo pensiero non è davvero ciò che credo, ma è piuttosto ciò che crebbi per parecchi mesi, dopo essermi trasferita nella bella, elegante e nobile Torino.
E dopo aver svolto..
UNA SERIE DI IM-PREVEDIBILI LAVORI

Il primo lavoro di cui vi narro è un classico della bella gioventù spensierata: la baby-sitter. A Torino detta "Tata", con forti anticipazioni sui posteriori successi televisivi di una certa trasmissione.

martedì 10 dicembre 2013

Torino città deserta

9 Dicembre 2013

Esco di casa, sono all'incirca le 10 del mattino, ho appena messo in spalla Nausicaa nel mio Ergobaby vinaccia. Già il primo passo fuori mi fa capire che nell'aria c'è qualcosa di strano e calmo. Fa freddo, molto più che nei giorni precedenti.
Il bar di fronte casa è chiuso, ma non ci faccio caso, perché sto pensando che devo prelevare e mentalmente sto scegliendo a quale sportello. Dico a Nausicaa che stiamo andando al mercato a comprare cardi e finocchi, per depurarci. Siamo allegre, andiamo verso la Posta, ma quando tocca a me, l'ATM segnala un problema. All'interno la gente è in coda come sempre. Eppure per strada non c'è quasi nessuno.
Fa così freddo che mi sento la testa umida.
Decido di andare allo sportello della banca nella stessa piazza del mercato. Oggi è Lunedì, quindi ci sono i miei "amici" apicultori. Magari prendo anche il miele.
Intorno a me tutte le saracinesche sono abbassate.
Svolto per il mercato e la piazza è completamente vuota.
Nessun vociare, nessuna bancarella, non ci sono né gli abiti, né la verdura, nessun cliente né mercante. La piazza è vuota.
Mi guardo intorno: la pizzeria, la panetteria, il macellaio, i numerosi bar, e persino l'Unes (che è aperto pure a Natale!) sono chiusi.
"Nau, andiamo a fare una passeggiata, vediamo un po' la situazione!". Torino è una città deserta, fredda, silenziosa.
Dal marciapiede in cui mi trovo sento delle urla, un coro da stadio "Dovete andare via!". Arriva un piccolo plotone di arrabbiati, che marcia verso Porta Nuova.
Due auto della polizia li scortano. Saranno una ventina e due auto della polizia li scortano..
Sembra un po' fuori luogo, ma dal loro modo di camminare e dal loro atteggiamento capisco che ci credono fino in fondo, e mi ci fanno credere, come dei bravi attori. Il bravo attore ti fa scordare chi è e non ti fa vedere altro che il personaggio, perché ci crede.
E ho l'impressione di vedere scorrere la storia davanti a me. Non ne prendo parte, ma sono una testimone del Tempo. Sento di essere in un momento chiave della politica italiana e lo vivo con grande solennità e silenzio.
Una vecchia impellicciata mi viene incontro, non so dove vada, e mi usa come scusa per dire quello che pensa: "Ma per carità!".

giovedì 26 settembre 2013

Nessuno ti ha fatto il terzo grado!

Gentilissima,
se hai un locale aperto a pranzo, in un quartiere molto vivo della città, e se hai a tua disposizione  un seggiolone dell'Ikea (quelli senza il tavolino davanti, in cui il bambino è a contatto con la tavola e ciò che vi è posato sopra) per i bimbi piccoli, ecco qualche consiglio NEL CASO una famiglia con un bimbo DI NOVE MESI venisse a mangiare:

  1. Non apparecchiare il posto del seggiolone con forchettina di metallo, sopra una tovaglietta di carta! Il bambino potrebbe tirarla , prenderla e cecarsi un occhio. Ma le mamme sono sompre attente e tolgono subito tutto.
  2. Non posare sulla tovaglietta di carta un bicchiere di VETRO: ripetiamo che il bambino tira la carta, e rischia di lanciarsi addosso involontariamente il vetro. Anche qui, la prontezza della madre viene in soccorso.
  3. Se la madre dovesse chiedere una tisana e una fetta di torta a fine pranzo (il padre è appena uscito per tornare in ufficio), non portare la tisana con l'acqua di bollitore a PORTATA DI MANO della bambina, ma mettila PIUTTOSTO davanti alla madre (si suppone che chi ordina una tisana la voglia bere): ripetiamo che ai bambini piace tirare le cose. 
  4. Se nella tazza di acqua calda c'è un filtro in metallo che spunta, probabilmente al bambino di NOVE mesi verrà voglia di toccarlo. Quindi non posare la tazza davanti al bambino, o si rovescerà l'acqua a CENTO GRADI addosso in un battibaleno. 
  5. Se mai il bambino dovesse urlare, siccome hai appena servito la tisana, sei ancora lì. Dunque, estrai pure il bambino dal seggiolone, ma poi mettilo subito nelle braccia della madre.
  6. Va bene togliere il pantalone caldo dal bambino, ma non aspettare che ti venga detto di metterlo sotto l'acqua, mentre GRIDA, URLA, PIANGE disperatamente. E ripetiamo di aiutare, ma dando il bambino alla mamma.
  7. Se la mamma sta tenendo il bimbo sotto l'acqua fresca, non ordinare ai clienti del tavolo accanto di aprire il fasciatoio (un tavolo ribaltabile) per mettere un unguento per le ustioni da cucina.
  8. Se il bambino, una volta alzata la maglietta, ha delle bolle piene di pus e la pelle intorno è saltata, e nel contempo il bambino non smette di gridare di dolore, contorcendosi, non insistere col tuo unguento da cucina! Soprattutto se la madre esprime dubbi sulla possibilità di mettere un prodotto destinato agli adulti sulla pelle di un neonato, nonché sulla pelle con escoriazioni.
  9. Se si chiama il 118 per chiedere consiglio, e viene inviata un'ambulanza e si dice di tenere il bimbo sotto l'acqua fresca (e MAI unguenti sulle ustioni), non insistere che "piange perché l'acqua è fredda, tutti i bambini piangono con l'acqua fredda, anche io ho dei figli!".
  10. Se la madre prova a consolare il figlio cercando di allattarlo, ma questi non riesce ad attaccarsi al seno perché URLA DI DOLORE, non dire "forse piange perché ha fame".
  11. Se, nel frattempo, la madre ha chiamato il padre farfugliando disperata "torna subito qui, dobbiamo andare in ospedale", al suo arrivo e alla sua richiesta di pagare il conto, rispondi "Non importa", dai!
  12. Se mentre finalmente arriva l'autoambulanza (e i vicini di tavolo gentilissimi tornano anche loro in ufficio) vedi che il bimbo continua a piangere ininterrottamente, non dire "e, ma quando sono così piccoli fanno tenerezza".
  13. Mentre il padre corre a prendere gli autobus per andare in Ospedale e la madre sale sull'ambulanza con la bambina, NON EVITARE di renderti disponibile, di dire "io sono x, chiamatemi pure".
  14. Se poco dopo arrivano al tuo locale le autorità (inviate dal 118), quando i genitori sono già lontani e gli unici testimoni che hanno visto tutto sono usciti, non raccontare che "sono dei clienti abituali, delle bravissime persone" e che "la bambina è sfuggita al loro controllo" (l'autorità competente deve metterlo per iscritto).
  15. Tutti i locali sono obbligati ad avere un'assicurazione contro questo tipo di incidenti, quindi non temere. Non fare in modo che sembri che i genitori siano degli incapaci distratti, quando sei tu che hai ustionato il loro bimbo. Non raccontare bugie agli Ufficiale. Non dire che i clienti al tavolo in fondo hanno visto la scena. 
Perché se fai una sola di queste cose, forse hai le farfalle nel cuore. 
Se ne fai due, sei una persona gentile e onesta.
Se ne fai tre, sei un'amica fidata e una cuoca prelibata.
Se ne fai quattro, ti vogliamo tutti tanto bene.

Ma se le fai tutte, nessuno, nessuno, nessuno ti avrà fatto il terzo grado, ma tu hai fatto un'ustione di secondo grado al bambino.
E avrai creato incubi notturni e diurni negli occhi della madre.

Allora, se e solo se, dovesse arrivare un bambino piccolo nel tuo locale..ascolta i miei consigli, ti prego.
Perché ogni figlio è mio figlio.

mercoledì 18 settembre 2013

Là dove c'è il mio cuore

Voglio inaugurare una nuova rubrica del mio blog!
Sarà una rubrica di viaggio e sarà condivisa. Sì, voglio che a scrivere siate voi.
Siccome so che ci sono persone dietro quello schermo che leggono, nonostante non lascino commenti, penso che ci saranno abbastanza partecipanti al "gioco" perché ne esca una bella pagina di diario. Anzi, delle belle pagine.
Non voglio che scriviate un romanzo, né una guida turistica.
Vi darò delle regole.
Ma prima, pensate al luogo del vostro cuore..Individuato? Dai, vi concedo di averne più di uno!, ma meno di tre (che, sì, il cuore è grande, ma noi uomini siamo tanto piccoli).
Ora rispondete a queste indicazioni:

  1. Indicazione geografica (per es: Lago d'Orta; Torino; Melegnano)
  2. Da uno a tre "item" poco conosciuti e fuori dalle solite rotte turistiche (per esempio, in una grande città potrebbe essere una Chiesa poco conosciuta, oppure un particolare un po' nascosto di un edificio molto noto, o ancora una roccia sulla quale avete posato il piede), ma amati da voi.
  3. Un itinerario, con punto di partenza e punto di arrivo (per esempio: Lungomare di Villarosa dal ponte di Alba Adriatica risalendo fino a Martinsicuro, oppure dieci passi che separavano la mia casa da bambina alla Chiesa), ed eventuali tappe intermedie se partenza e arrivo non fossero un'indicazione univoca (in caso di grandi città, ..)
  4. Vitto e alloggio: se conoscete, consigliate. Scegliete voi se un ristorante chic o una bettola schifosa, se un hotel a quattro star o la casa di vostro cugino. Basta che ci sia un ricordo di voi!
  5. Un pensiero (una frase, una citazione, una descrizione) su quel luogo, che ci invogli ad andarci.
  6. Una foto scattata da voi (se l'avete).
  7. Un vostro contatto (blog, mail, numero, o altro), se volete.
Ricapitolando, 
i punti non obbligatori sono il 4, il 6 e il 7.
Il punto 2 si può moltiplicare per tre, ma anche no.
Se avete voglia e tempo traducete il vostro viaggio in Inglese e/o francese.

Una volta scritto ciò, mandatelo alla mia casella mail:
occhialcielo@gmail.com
con oggetto: Là dove c'è il mio cuore
Potete scrivermi per ognuno dei vostri luoghi amati.
Una volta alla settimana ne pubblicherò uno, creando una rubrica di viaggi che sarà consultabile sotto l'etichetta "Là dove c'è il mio cuore".

Spero partecipiate. Condividiamo, condividiamo, condividiamo..
Se avete qualche dubbio o domanda, lasciatemi un commento qua sotto.
Grazie! Buon gioco!
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