Ciao,
oggi per l'ennesima volta romperò la mia scelta di non parlare di politica, l'ho promesso e ne sento il bisogno.
A Torino c'è un ospedale bellissimo, si chiama SGAS! Ovvero San Giovanni Antica Sede (per i torinesi: vicino ai giardini Cavour), perché poi sono nate le Molinette, finto nome dell'Ospedale San Giovanni.
Perché un ospedale è bellissimo? Innanzitutto è il più antico di Torino, e architettonicamente non ha niente degli ospedali moderni, che spesso sembrano casermoni. E' in muratura, con cortili interni pieni di alberi, con una antica cappella e una sala conferenze dipinta di viola!
Secondo punto, è in questa piccola sala, detta degli Infernotti, che ho svolto gran parte del mio Master, perciò mi ci sono affezionata.
Terzo, spettacoli, attività ricreative, feste di Capodanno con cento lumini accesi e il calore della gente del quartiere.
Quarto, è in centro, perciò comodo da raggiungere.
Quinto, è funzionale, ha delle strutture moderne.
Sesto, le persone che ci lavorano sono simpatiche e gentili, sono lì da anni, e sebbene ne abbiano viste di cotte e di crude ti raccontano il loro lavoro sorridendo. E sono pronte a tutto!! Anche a parlare davanti a un gruppo di adolescenti scalmanati!
Settimo, è qui che ho fatto il mio tirocinio, nel progetto "sotto il segno del cancro". Sì, perché ormai allo SGAS c'è solo il reparto di Oncologia.
Hanno spostato tutto alle Molinette, e allo SGAS è rimasto il day-hospital.
Infine, è pieno di storie, anche antichissime.
Ora lo SGAS sta per chiudere, nonostante tutto ciò. Perché? Non è chiaro.
L'altro giorno portavo a spasso i genitori di Michel, e li ho accompagnati dentro il Cortile dello SGAS (Ah! Non vi ho detto che metà edificio è ora sede del Museo Regionale di Scienze Naturali). Lì un signore mi ha raccontato che sta raccogliendo firme perché il San Giovanni non chiuda.
Poi mi ha detto che una volta chi aveva bisogno di un prelievo, e viveva nel quartiere che è molto grande (circoscrizione 1-Centro, Crocetta), scendeva di casa e andava là. Ora è costretto a prendere l'auto e andare lontano.
Gli operai della Thyssen-Krupp sono stati portati a Genova perché a Torino non c'è la rianimazione. Be', allo SGAS c'è ma è chiusa!
Lo trovo indecente, ingiusto, scandaloso. L'Ospedale pubblico dovrebbe essere al servizio della città e patrimonio per essa (in questo caso anche culturale), invece è obliato, non curato, distrutto.
Io non so dove si firmi, ma so che quello che ci manca, come cittadini, è la consapevolezza.
Quando, per il tirocinio, andavo nelle scuole superiori della Circoscrizione a parlare dell'Ospedale e del Progetto "Sotto il Segno del Cancro", quasi nessuno conosceva lo SGAS!
Bisogna parlare, incuriosirsi, girare la propria e le altre città.
Non possiamo sempre preoccuparci dei nostri comodi e basta. Prima di essere torinesi, milanesi, romani, romagnoli, toscani, siciliani, SIAMO ITALIANI.
Lo scandalo di uno è lo scandalo di tutti!
Allora, penso che già diffondere questa notizia, così piccola ma importante, sia già segno di civiltà.
Normalmente mi imbarazzo a diffondere il mio blog, ma questa volta ve lo chiedo: linkate questo post, venite a commentare.
Grazie,
Evita
mercoledì 23 settembre 2009
lunedì 7 settembre 2009
I'm back
Ho appena fatto dei biscotti senza uova, ottima ricetta.
In tre tornate.
La prima tornata mi si è bruciata sotto, ho seguito solo le istruzioni, che dicevano 15/20 minuti a 180°. Grattandoli sono mangiabili.
La seconda mi è venuta giusta, un po' marroncina.
La terza, per non spostare la plancia, l'ho messa in basso, e dopo 5 minuti erano carbonizzati.
Che puzza di fumo! Cioè, di bruciato, scusate!
Forse perché intanto ascoltavo "Canzone", "Futura", "Com'è profondo il mare", "Le rondini" e ora c'è "Vita" con l'amico Gianni.
Forse perché ho messo amore nell'impasto e ho trascurato il forno. Meditate, almeno più di me, che ho propri' sonno!
Avete visto? Sono riuscita a scrivere di un'altra catastrofeeeeeee....ah!ah!ah! :)
In tre tornate.
La prima tornata mi si è bruciata sotto, ho seguito solo le istruzioni, che dicevano 15/20 minuti a 180°. Grattandoli sono mangiabili.
La seconda mi è venuta giusta, un po' marroncina.
La terza, per non spostare la plancia, l'ho messa in basso, e dopo 5 minuti erano carbonizzati.
Che puzza di fumo! Cioè, di bruciato, scusate!
Forse perché intanto ascoltavo "Canzone", "Futura", "Com'è profondo il mare", "Le rondini" e ora c'è "Vita" con l'amico Gianni.
Forse perché ho messo amore nell'impasto e ho trascurato il forno. Meditate, almeno più di me, che ho propri' sonno!
Avete visto? Sono riuscita a scrivere di un'altra catastrofeeeeeee....ah!ah!ah! :)
venerdì 3 aprile 2009
SENATORE? Dichiarazioni indecenti di Cossiga e denuncia: mi fai schifo!
Vagando da un blog all'altro, ho incontrato questo post, che ritengo importante.
Volutamente, ho sempre evitato di parlare della società dandone un taglio politico e/o partitico. Questa volta, vorrei che tutti leggessero e diffondessero questa notizia e si mobilitassero.Grazie!
Copio:
Avviso importante: depositata una denuncia contro il Senatore Francesco Cossiga
Questo non è un appello, è una segnalazione. Un'informazione.
E' stata depositata presso la Procura dela Repubblica di Roma una denuncia al senatore Francesco Cossiga, come si legge nel testo che qui di seguito incollo. Dopo di esso, incollo anche il facsimile per l'adesione alla denuncia.
Aggiungo solo questo, frettolosamente: chi sa, direttamente o indirettamente, che cosa è accaduto nel 1977 e dopo; chi è andato all'epoca alle manifestazioni di protesta (erano tante, e varie) senza riempirsi le tasche di bulloni, senza delirare su "alzare il livello dello scontro", e solo per protestare; chi ha conosciuto, direttamente o indirettamente, il trauma di essere oggetto di sparatorie, accerchiato, assediato, infiltrato; chi si ricorda il significato della parola "repressione", prima e/o dopo il G8 di Genova (io lo ricordo da prima), e chi si ricorda di Giorgiana Masi, 19 anni, uccisa nel maggio 1977 da un proiettile sul Ponte Garibaldi a Roma, durante una manifestazione indetta dai radicali (!), plurinfiltrata da poliziotti infiltati e armati, allora sa come si può essere indignati per le dichiarazioni oggetto di denuncia dell'allora (anni Settanta) ministro dell'Interno Cossiga.
Alla Procura della Repubblica di Roma
I sottoscritti denunciano alla Procura della Repubblica di Roma il senatore Francesco Cossiga per le dichiarazioni da lui rilasciate a “Il giorno”, “Il resto del Carlino” e “La Nazione”, pubblicate su questi quotidiani il 23 ottobre scorso, dichiarazioni tanto più gravi in quanto provengono da un personaggio che ha ricoperto i ruoli più elevati nelle istituzioni della Repubblica Italiana.
Nell’ambito di queste dichiarazioni appaiono particolarmente delittuose le seguenti affermazioni (tra virgolette le parole del senatore Cossiga, il resto del testo è costituito dalle domande e dagli interventi del giornalista).
“Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand`ero ministro dell`Interno”.
Ossia?
<…>
“In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito...».
Gli universitari, invece?
«Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».
Dopo di che?
«Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».
Nel senso che...
«Nel senso che le forze dell`ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano».
Anche i docenti?
«Soprattutto i docenti».
Presidente, il suo è un paradosso, no?
«Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».
(Fonte: Rassegna stampa del governo italiano: http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=32976406)
In tali dichiarazioni sono rilevabili i reati – quanto meno – di istigazione a delinquere, commesso pubblicamente come richiesto dalla legge per la sua punibilità: istigazione rivolta sia al ministro Maroni sia agli stessi organi di polizia preposti all’ordine pubblico (art. 414 CP); di istigazione di militari (i Carabinieri) a disobbedire alle leggi a violare il giuramento – sulla Costituzione - (art. 266 CP:) e di apologia di reato (ancora 414 CP), in relazione ai reati da lui commessi ed ora spudoratamente confessati.
I sottoscritti chiedono che per quanto sopra si proceda penalmente a carico del sen. Francesco COSSIGA per i reati suddetti e per tutti quelli che potranno essere ravvisati.
Dichiarano di sentirsi, come cittadini della Repubblica, persone offese da tali reati; riservano la costituzione di parte civile e formalmente chiedono, ai sensi dell'’art. 408 CP, di essere informati in caso di richiesta di archiviazione.
I firmatari denuncianti sono 5. Le adesioni allegate 218. Tra i firmatari, Pietro Leone – nato il 16 06 1939, residente a Roma - e-mail: piero.leone@gmail.com, a cui si possono far pervenire, anche per fax, le adesioni. I suoi recapiti: 06 3220789 (tel. e fax) e cell. 3396085505.
FACSIMILE PER ADERIRE:
Alla Procura della Repubblica di Roma
I sottoscritti cittadini italiani dichiarano di aderire alla denuncia fatta alla Procura della Repubblica di Roma, da Pietro Leone ed altri, nei confronti del senatore Francesco Cossiga a proposito delle sue recenti dichiarazioni ad alcuni giorni in cui i denuncianti hanno ravvisato l’ipotesi del reato di istigazione a delinquere (art. 414 CP), istigazione di militari (art. 266 CP) e apologia di reato (ancora art. 414 CP).
Cognome Nome Data di nascita Indirizzo Firma
mercoledì 1 aprile 2009
E piove ancora, ancora..
Non ho più dato le conclusioni. L'idea di dover raccontare come si concludevano i due episodi (Viaggio in Francia e LaStronza) mi faceva passare la voglia di scrivere.
Mi sono un po' allontanata. Forse quando si pensa troppo a se stessi ci si allontana dagli altri.
Buona notizia: in questo periodo ho visto tanti spettacoli bellissimi. In realtà non mi piace dire che ho "visto" uno spettacolo: quando quest'ultimo è fatto bene, non lo vedi, lo vivi.
L'ultimo: "Rain" di Cirque Eloize. Non posso spiegarvi quanto era emozionante e divertente e commovente. Era circo e teatro e un po' danza. Ma non unite in modo insensato giusto per dare esibizione di bravura, ma col filo conduttore della pioggia che ci fa sognare e tornare bambini.
Era giusto un filo, perché non c'era una storia che si evolveva, ma davvero dei quadri bellissimi e di una leggerezza incredibile. Anche quando facevano delle acrobazie spaventose, c'era sempre un velo di autoironia..Proprio una presa in giro del circo e dei suoi modi di fare! Ma poi, quando si muovevano avevo una voglia matta di volteggiare con loro, di stare sospesa a testa in giù, di giocare e cantare con loro.
Faceva ridere, tanto! Ma anche venire le lacrimucce agli occhi. No, non piangere, perché non spingeva sul patetismo..era solo una madelaine che ti riportava alla bellezza dell'infanzia e del gioco.
Non so descrivere quello che ho visto, ma dovete andare a vederlo! Ora mi pare sia a Parigi, ma se torna..verificate su Internet!
"Rain-comme une pluis dans tes yieux", con Cirque Eloize, regia di Finzi Pasca.
A presto!
Mi sono un po' allontanata. Forse quando si pensa troppo a se stessi ci si allontana dagli altri.
Buona notizia: in questo periodo ho visto tanti spettacoli bellissimi. In realtà non mi piace dire che ho "visto" uno spettacolo: quando quest'ultimo è fatto bene, non lo vedi, lo vivi.
L'ultimo: "Rain" di Cirque Eloize. Non posso spiegarvi quanto era emozionante e divertente e commovente. Era circo e teatro e un po' danza. Ma non unite in modo insensato giusto per dare esibizione di bravura, ma col filo conduttore della pioggia che ci fa sognare e tornare bambini.
Era giusto un filo, perché non c'era una storia che si evolveva, ma davvero dei quadri bellissimi e di una leggerezza incredibile. Anche quando facevano delle acrobazie spaventose, c'era sempre un velo di autoironia..Proprio una presa in giro del circo e dei suoi modi di fare! Ma poi, quando si muovevano avevo una voglia matta di volteggiare con loro, di stare sospesa a testa in giù, di giocare e cantare con loro.
Faceva ridere, tanto! Ma anche venire le lacrimucce agli occhi. No, non piangere, perché non spingeva sul patetismo..era solo una madelaine che ti riportava alla bellezza dell'infanzia e del gioco.
Non so descrivere quello che ho visto, ma dovete andare a vederlo! Ora mi pare sia a Parigi, ma se torna..verificate su Internet!
"Rain-comme une pluis dans tes yieux", con Cirque Eloize, regia di Finzi Pasca.
A presto!
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