martedì 27 maggio 2014

Contro l'abbondanza

Basta.
Odio l'abbondanza.
L'avevo già intuito, ma il mio ultimo viaggio me ne ha fatto prendere coscienza davvero.
C'è troppo cibo, troppi vestiti, troppi giocattoli, troppe scarpe, troppa gente, troppi soldi, troppo spreco. Mi è venuta l'orticaria. Ho il volto rosso, a macchie, pallini sul braccio, i gomiti circondati da segni, lo sterno infuocato, il collo mi prude, ho un eczema dietro il ginocchio destro e sul labbro ho ancora il segno che mi ha lasciato l'herpes di un mesetto fa.
Il mio corpo non sopporta. Io non sopporto. Non voglio essere toccata. Mi fa male.

martedì 15 aprile 2014

Petizioni, trasmissioni diseducative, Belen o della pubblicità

Poco fa ho firmato una petizione su Change.
Una ragazza chiede di cancellare dal palinsesto di Mediaset una trasmissione chiamata "Come mi voglio", o qualcosa del genere. Si tratta di un format in cui una donna giovane si reca in studio per chiedere consigli a Belen Rodriguez e ad un team di esperti di "style", i quali la trasformano umiliandola, offendendola e deridendola per come si è presentata.
Non sapevo neanche che esistesse questo programma.
La persona che ha proposto la petizione sotiene che il programma sia diseducativo, lanci messaggi maschilisti, sia volgare e stupido. Probabilmente è vero. Ma io non ho firmato per questo motivo.

Ho letto i commenti sotto la petizione, ed erano tutti, o quasi, incentrati sul tema dell'educazione e su quanto possa essere pericoloso un programma del genere nella formazione psicologica delle ragazze che lo guardano.
Tutto ciò è sicuramente vero, ma credo che non sia questo il punto centrale della questione. Altrimenti dovremmo abolire la maggior parte del palinsesto, cosa che potrebbe sembrare giusta, ma forse non lo è.
Il vero problema, secondo me, è che le trasmissioni come queste sono create non per avere semplicemente audience, ma perché questa si trasformi in "consumatori". Queste trasmissioni sono consigli per gli acquisti!
La gente non se ne rende conto, ma diventa oggetto di un martellamento che va a vantaggio solo delle grandi aziende: quelle che comprano gli spazi pubblicitari; e quella grande azienda che è la televisione.
Il fine sono solo i soldi.

Spesso le persone giudicano inutili i corsi di Laurea sulla comunicazione, i media, lo spettacolo, e in generale quelli che "non ti formano per il mondo del lavoro". Ammesso che l'osservazione dei fenomeni non sia un lavoro, spesso sono questo tipo di studi "umanistici" che ci permettono di comprendere i meccanismi sociali nei quali siamo immersi.
Com'è possibile che di tutti i commenti sotto la suddetta petizione non ce ne fosse uno che parlasse di quanto siamo vittime della pubblicità?

Quanto tempo passiamo, se siamo un po' attenti, o semplicemente un po' sinistronzi, a dire che Mediaset e Berlusconi da trent'anni fanno il lavaggio del cervello alla gente? Bene, io penso che non sia fino a qua che bisogna spingere il ragionamento. Perché? Intorno ai soldi gira questo mondo.
E bisogna spendere spendere spendere..
Se no, "l'economia non gira e la crisi non finisce".


venerdì 7 febbraio 2014

Una serie di prevedibili lavori: baby-sitter

Nel 2006,
quando a Ottobre mi trasferii a Torino, l'elegante Torino, la bella Torino, la nobile Torino, mi aspettavo soddisfazioni in ogni campo: lavoro, amore, soldi, e tutte le altre sciocchezze che millantano gli oroscopi (di cui, vi rassicuro, non sono assolutamente seguace). Grandi aspettative soprattutto sul trovare un lavoro.
Perché?
Perché ero giovane e credulona.
Perché ero fresca di laurea e di scuola di teatro.
Perché l'amore è cieco..e a volte ti acceca un po'!
Perché non avevo ancora capito che il mondo appartiene a categorie non protette di cui non faccio parte (ruffiani, leccac*o, ricchi per nascita,..). Ok, quest'ultimo pensiero non è davvero ciò che credo, ma è piuttosto ciò che crebbi per parecchi mesi, dopo essermi trasferita nella bella, elegante e nobile Torino.
E dopo aver svolto..
UNA SERIE DI IM-PREVEDIBILI LAVORI

Il primo lavoro di cui vi narro è un classico della bella gioventù spensierata: la baby-sitter. A Torino detta "Tata", con forti anticipazioni sui posteriori successi televisivi di una certa trasmissione.

martedì 10 dicembre 2013

Torino città deserta

9 Dicembre 2013

Esco di casa, sono all'incirca le 10 del mattino, ho appena messo in spalla Nausicaa nel mio Ergobaby vinaccia. Già il primo passo fuori mi fa capire che nell'aria c'è qualcosa di strano e calmo. Fa freddo, molto più che nei giorni precedenti.
Il bar di fronte casa è chiuso, ma non ci faccio caso, perché sto pensando che devo prelevare e mentalmente sto scegliendo a quale sportello. Dico a Nausicaa che stiamo andando al mercato a comprare cardi e finocchi, per depurarci. Siamo allegre, andiamo verso la Posta, ma quando tocca a me, l'ATM segnala un problema. All'interno la gente è in coda come sempre. Eppure per strada non c'è quasi nessuno.
Fa così freddo che mi sento la testa umida.
Decido di andare allo sportello della banca nella stessa piazza del mercato. Oggi è Lunedì, quindi ci sono i miei "amici" apicultori. Magari prendo anche il miele.
Intorno a me tutte le saracinesche sono abbassate.
Svolto per il mercato e la piazza è completamente vuota.
Nessun vociare, nessuna bancarella, non ci sono né gli abiti, né la verdura, nessun cliente né mercante. La piazza è vuota.
Mi guardo intorno: la pizzeria, la panetteria, il macellaio, i numerosi bar, e persino l'Unes (che è aperto pure a Natale!) sono chiusi.
"Nau, andiamo a fare una passeggiata, vediamo un po' la situazione!". Torino è una città deserta, fredda, silenziosa.
Dal marciapiede in cui mi trovo sento delle urla, un coro da stadio "Dovete andare via!". Arriva un piccolo plotone di arrabbiati, che marcia verso Porta Nuova.
Due auto della polizia li scortano. Saranno una ventina e due auto della polizia li scortano..
Sembra un po' fuori luogo, ma dal loro modo di camminare e dal loro atteggiamento capisco che ci credono fino in fondo, e mi ci fanno credere, come dei bravi attori. Il bravo attore ti fa scordare chi è e non ti fa vedere altro che il personaggio, perché ci crede.
E ho l'impressione di vedere scorrere la storia davanti a me. Non ne prendo parte, ma sono una testimone del Tempo. Sento di essere in un momento chiave della politica italiana e lo vivo con grande solennità e silenzio.
Una vecchia impellicciata mi viene incontro, non so dove vada, e mi usa come scusa per dire quello che pensa: "Ma per carità!".

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